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sabato 9 febbraio 2013

Forza e poesia del caso

Ho visto da poco Paperman, il nuovo cortometraggio Disney giustamente candidato all'Oscar con i suoi 6 minuti intrisi di fascino.
L'ho quasi subito associato ad una poesia di Wislawa Zsymborska.

Con immagini splendide che fondono la bellezza vivida del disegno a mano con la raffinatezza delle tecniche più avanzate di animazione digitale, il corto mette in scena un fortuito amore a prima vista, raccontando proprio  il momento della "scintilla" e la forza magnetica che questa è in grado di muovere perché quel che deve essere, sia.

Nella poesia di Wislawa c'è ancora di più: c'è il 'prima' della scintilla.
Per questo, se volessimo, idealmente potrebbe essere un pò il "prequel" di Paperman.

Eccola:

Amore a prima vista

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.

È bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
Uno "scusi" nella ressa?
Un 'ha sbagliato numerò' nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
Wislawa Zsymborska



E per chi non avesse ancora visto il cortometraggio Disney, ecco il video:




da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-101440?f=a:924>

giovedì 3 gennaio 2013

La migliore offerta, il giorno dopo


Emoziona, seduce, pungola, chiama in causa lo spettatore; lo riconvoca ad un irresistibile percorso a ritroso sulla pellicola, fuori dalla sala.
Il nuovo film di Tornatore fa tutto questo e molto di più.
La trama di un percorso esistenziale – molto più che una storia d'amore come in tanti l'hanno definita – cucita, dritto e rovescio, con l'ago sottile del thriller.

Ambientazione mitteleuropea per una storia che ha per protagonista un sofisticato e bisbetico antiquario e battitore d’asta, il sessantenne Virgil Oldman.
Uomo ricchissimo, acuto e raffinato, quanto irriducibilmente solo. A scalfire la corazza di solitudine, presidiata da una paura maniacale del contatto con gli altri e con i loro oggetti, sarà l'incontro con Claire, giovane donna, altrettanto corazzata dentro ad una solitudine che fa da specchio a quella dell'esperto a cui affiderà la valutazione e la vendita dei beni di famiglia.

Tantissimi i temi in gioco: lo spazio, il confine tra il proprio e quello degli altri; la fiducia, la paura del cambiamento e la necessità della trasformazione; la paura/fobia, la malattia mentale; l'amicizia, l'illusione ingenua quanto mortifera di certi amori: salvare l'altro suo malgrado; e ancora: l'amore e la sua incompatibilità con qualunque "raggiro terapeutico", ma soprattutto il doppio.

Dritto e rovescio, vero e falso, apparenza e sostanza, oggetti e soggetti, soggettività ed oggettività: opposti confusi, sconfinanti l'uno nell'altro, mai davvero districati.
Il tema del doppio si incrocia con una riflessione sull'amore e sul suo – apparente? - potere di disarmare.
È l'amore che affoga nel nulla la sottile capacità d'intuizione di una mente prudente, in grado di distinguere in un nonnulla l'originale dalla copia del più abile falsario d'arte?
È l'amore ad accecare Mr.Oldman, ennesimo sprovveduto Mr. Scrooge convertito troppo tardi alla forza dei sentimenti?
La questione è certamente molto più complessa se "In ogni falso si nasconde sempre qualcosa di autentico"- come Tornatore fa dire proprio al bravissimo Geoffrey Rusch/Mr. Oldman. 
Se c'è una morale della favola – perché è proprio dentro ad una favola che ad un certo punto si ha la sensazione di trovarsi, con tanto di timida speranza in un happy end a tutto tondo – è proprio questa.


Un film in cui l'immagine è narrazione.
Metafore e allegorie costellano e impreziosiscono la narrazione per la loro efficacia.


Un esempio su tutti: i guanti che Mr. Oldman ha sempre usato come schermo nel contatto con la pelle degli altri, diventano repentinamente "fazzoletti" con cui asciuga d'impeto la sua pelle e la sua corazza sudata di terrore mentre sembra quasi sciogliersi di fronte al dolore di chi ama e alla consapevolezza di esserne parte.

La forza simbolica di alcuni fotogrammi è davvero indimenticabile: porte segrete nelle case di entrambi i protagonisti; stanze matrioska che contengono dentro altre stanze ed altri livelli di verità nonché di permeabilità del sé all'altro; marchingegni e automi che evocano incastri machiavellici e, nello stesso tempo, la difficile costruzione di un'amore: dai singoli pezzi al congegno di coppia; uno scenario costellato di orologi che diventa il set perfetto di un'attesa fedele e interminabile.
Se Vivere con qualcuno è come partecipare ad un'asta, e dunque non sapere mai se la propria offerta sarà la migliore, come sapere quale sarà - e se ci sarà - un'offerta in grado di esorcizzare il rischio della relazione?


Fino ad un certo punto, si ha quasi l'impressione di incontrare personaggi archetipici e, se vogliamo, perfino stereotipati: il vecchio ricco scorbutico chiuso nella sua ricca solitudine sprezzante che all'improvviso si invaghisce – e si rimbambisce anche - della fragile giovane vittima della vita e di se stessa da salvare con dedizione e ostinazione paternalista.
Ma la pellicola mostra presto il suo rovescio: ogni stereotipo smonta se stesso dall'interno, ed il confine tra il buono ed il cattivo, tra ciò che è fragile e ciò che è forte, così come tra il vero e il falso, diventa sempre più fluido: oggetti e personaggi, tutti, in scena con le rispettive ombre, di luce o di tenebra.

Il film funziona molto meno, secondo me, nel rappresentare i personaggi femminili.
[Attenzione spoiler nelle prossime 5 righe]
Rimane un retrogusto amaro in particolare per la co-protagonista: se da un lato il personaggio de-costruisce lo stereotipo della debole vittima redenta dal vero amore, rimane un pò impigliato nella dicotomia "debole fanciulla" versus "complice senza scrupoli del migliore offerente".
Francamente, qualcosa della sempreverde opposizione "Santa o puttana" rimane addosso, mentre scorrono i titoli di coda. 
[Fine allerta spoiler]

Il film di Tornatore mi pare comunque di grande intensità ed efficacia, e se non lo è nel maneggiare gli stereotipi di genere, lo è certamente nel raccontare un'identità, la sua complessità e la storia di una trasformazione liberante e tragica nello stesso tempo.


Se per caso mi state maledicendo perché questo post vi sembra tutto un gigantesco spoiler, perdonatemi, ma sappiate che il film è molto, ma molto di più di quello che ho rivelato qua e là. Vale la pena lo stesso, insomma.
Perdonata o no, buona visione o re-visione a tutti ;-)


domenica 12 agosto 2012

Un cartone animato per raccontare un amore omosessuale

Le baiser de la lune è un delizioso cortometraggio francese creato da Sèbastien Wetel.  
Il cartone animato è destinato agli alunni delle scuole medie e proposto agli insegnanti come strumento didattico.
Con la forza e la delicatezza della poesia per immagini, l'autore racconta la nascita di un amore. 

Prigioniera di un castello di favola, una gatta - la dolce Agathe - è convinta che non ci si possa amare se non come i principi e le principesse. 
Questa visione univoca dell'amore, però, verrà messa in questione da Felix, un piccolo pesce-gatto - nipote adottivo di Agathe - che si innamora di Leòn, un pesce luna: come la luna è innamorata del sole. 
Due amori impossibili per Agathe alla quale tanto la Luna quanto Felix e il suo Leon appariranno folli in prima istanza. 
La paura di deludere Agathe e il desiderio scomodo, quanto soffocato, di venire alla luce saranno le prove che il piccolo pesce-gatto dovrà affrontare e superare scegliendo l'ascolto dei propri sentimenti, unica guida capace di mostrare la via e, più tardi, di cambiare - aprendolo - lo sguardo di Agathe.

Le baiser de la lune racconta dunque la storia di un amore omosessuale e la bellezza multiforme del Legame che rende possibile ad una gatta amare un pesce come un nipotino, così come alla luna amare il sole, suo opposto, come sposo.





YouTube (o chi per lui) rubrica tra i suoi video la versione sottotitolata in italiano del trailer,affiancando alla traduzione del titolo queste infelici parole di commento: "Un cartoon per spiegare l'omosessualità ai bimbi". 
Il punto di forza del lavoro di Wetel è la narrazione di un amore possibile. 
Ben altra cosa rispetto alle spiegazioni. 
Cosa c'è da spiegare? Cosa fa di un sentimento e della sua nascita spontanea qualcosa da spiegare?  
Domande retoriche. Lo sappiamo fin troppo bene.

Alle pretese spiegazioni pseudo-scientifiche Wetel oppone però la potenza lieve e incisiva di una buona narrazione.
Ecco le sue parole:
"Attraverso questo film spero di fornire una migliore rappresentazione delle relazioni d'amore tra persone dello stesso sesso. Si tratta di mostrare che due uomini o due donne possono amarsi anche se i loro amori sembrano diversi se non impossibili. Il film è rivolto ad un pubblico infantile per lottare contro l'omofobia che spesso emerge durante l'adolescenza e al di là della questione dell'omosessualità questo film è una lotta contro le discriminazioni per imparare il rispetto dell'altro e della sua differenza. Partire dall'universo poetico de Le baiser de la lune per far riflettere gli allievi sulle differenti relazioni d'amore. (...)  Questo dvd e il suo libretto sono diretti agli insegnanti per stimolare un dibattito con i loro studenti sui rapporti d'amore dopo la visione del film anche con esercizi e stimoli ludici sugli stereotipi relativi alle relazioni tra persone dello stesso sesso. (...) La cosa più interessante è che i bambini non si concentrano sul concetto di sessualità. Parlano di amore, di libertà e sono contenti che i piccoli pesci possano scegliere." 

Consiglio anche la visione del trailer in lingua francese per apprezzare al meglio il lavoro, dato che la qualità del video è di gran lunga superiore. 
















lunedì 2 aprile 2012

Marjane e l'Integrità

Quasi per gemmazione Adrienne Rich e la sua “Integrità”, la poesia postata qualche giorno fa, mi hanno portata a pensare ad un'altra appassionata narratrice/ricercatrice di Integrità, Marjane Satrapi.

Questo frammento del suo Persepolis, mi pare prezioso:


Integro vuol dire intero, non diviso, non leso. Chi è integra è pura.
Pura: aggettivo pericoloso e spesso mistificato, credo. 
Troppo spesso inteso come sinonimo di semplicità granitica, tutta d'un pezzo, resistente alle ibridazioni.

Non è questa l'Integrità in cui voglio credere. Sa di integralismo e, come molti altri  -ismi.. puzza.

L'integrità ha a che fare con la complessità e con la possibilità di integrare le diverse parti di sé, senza estromissioni e rigetti.
E' molto più che coerenza. In fondo la coerenza è aderenza.
Mi sembra che l'Integrità, invece, abbia a che fare con la disponibilità a contaminarsi e rinnovarsi, rimanendo fedeli a se stesse anche quando questo vuol dire essere fedeli al bisogno di cambiare e fare la fatica di intrecciare il vecchio e il nuovo, senza scorciatoie.