"All'inizio ci siamo toccati come se fossimo degli estranei. Poi ci siamo toccati come ci hanno insegnato a farlo. Solo alla fine abbiamo osato toccarci come facciamo noi due"
David Grossman, Che tu sia per me il coltello
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| Lorenzo Mattotti |
Mi piace molto associare immagini e parole che mi hanno in qualche modo lasciato una traccia.
È come se da questo lavoro di accostamento scaturisse ogni volta un'amplificazione di senso.
Dopo mi è più chiaro perché proprio quelle parole e proprio quell'immagine (dipinto, foto, illustrazione o installazione che sia) siano riuscite a resistere al filtro severo della memoria.
Oggi è la volta di questo collage fatto di tratti e colori di Lorenzo Mattotti insieme a parole di David Grossman.
Non so bene come e quando si siano incrociati tra loro nella mia mente e forse non importa, basta sapere che la bellezza ci serve quando è capace di tagliarci come pane con un coltello, non per ferire ma per spezzare e poi nutrire l'anima della sua fragranza.
Mi basta questo per credere che questo incrocio mi servisse.
Oggi è la volta di questo collage fatto di tratti e colori di Lorenzo Mattotti insieme a parole di David Grossman.
Non so bene come e quando si siano incrociati tra loro nella mia mente e forse non importa, basta sapere che la bellezza ci serve quando è capace di tagliarci come pane con un coltello, non per ferire ma per spezzare e poi nutrire l'anima della sua fragranza.
Mi basta questo per credere che questo incrocio mi servisse.
Ci sono relazioni dentro le quali sentiamo di apprendere moltissimo, ma probabilmente gli amori più grandi sono quelli dentro ai quali soprattutto disimpariamo come in acqua disapprendiamo il tono controllato dei muscoli per imparare il sostegno dell'acqua, la leggerezza del peso corporeo e i movimenti altri del nuoto.
Ci sono amori forti come la morte e per questo vitali come un battesimo quotidiano.
Se volete, mi farebbe piacere che mi scriveste quello che vi suggerisce questo accostamento.

