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sabato 16 giugno 2012

Un rimedio naturale contro la perfezione



Anche lei seduce.
Gustosissima promessa.
Ha un odore che strega e fa proseliti, 
Quello stesso odore, più tardi, renderà difficile ai sedotti, sedurre.

Anche lei fa piangere.

Come lei, cruda è davvero un macigno da digerire.
Meglio sciolta, soffritta e ben appassita.
Perfezione ammansita!

Quando la Perfezione ci ronza troppo intorno e, infine, ci prende per il naso, ricordiamoci ..della Cipolla.
E prendiamola un pò in giro.
Parola di Wiszlawa Szymborska .

La cipolla è un’altra cosa.
Interiora non ne ha.                                        
Completamente cipolla
Fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.
In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d’inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.
Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell’una ecco sta l’altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un’eco in coro composta.
La cipolla, d’accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi grasso, nervi, vene,
muchi e secrezione.
E a noi resta negata
l’idiozia della perfezione.

domenica 22 aprile 2012

No Latte, No parti. Elogio della colazione.

1980 e spiccioli. Prima ora di una mattina scolastica qualunque:
“Maestra, puoi portarmi a casa, per favore? Mia mamma ha dimenticato di darmi il latte. È facile: abito due strade sopra Benedetto Mineo”.

Proprio così, io all’asilo mi sentivo in esilio.

Per ironia della sorte il mio poi si chiamava “Voglio asilo” e io che invece proprio non ne volevo di asilo, chiedevo di essere rimpatriata utilizzando con astuzia quello che mi sembrava allora, e in fondo anche ora, un argomento inattaccabile.

Semplice: senza latte non si parte. 
O perlomeno, si parte male. Tanto male da rendere necessaria una bella marcia indietro. Con tanto di richiesta d’accompagnamento e opportune indicazioni stradali. 

All’epoca non abitavo a Ballarò, ma a “Baarìa” ed anche allora, come adesso, mi orientavo soprattutto grazie alla toponomastica dei negozi.
“Benedetto Mineo” era, per esempio, un inconsapevole precursore dei vari “tuttouneuro”, “CasaIdea” e“CasaViva”, noto ai Baarioti come rivenditore di “plastica di buona qualità”.

Io ai tempi del Non-Voglio asilo