“Maestra,
puoi portarmi a casa, per favore? Mia mamma ha dimenticato di darmi
il latte. È facile: abito
due strade sopra Benedetto Mineo”.
Proprio
così, io all’asilo mi sentivo in esilio.
Per
ironia della sorte il mio poi si chiamava “Voglio asilo” e io che
invece proprio non ne volevo di asilo, chiedevo di essere
rimpatriata utilizzando con astuzia quello che mi sembrava allora, e
in fondo anche ora, un argomento inattaccabile.
Semplice:
senza latte non si parte.
O perlomeno, si parte male. Tanto male da
rendere necessaria una bella marcia indietro. Con tanto di richiesta
d’accompagnamento e opportune indicazioni stradali.
All’epoca
non abitavo a Ballarò, ma a “Baarìa” ed anche allora,
come adesso, mi orientavo soprattutto grazie alla toponomastica dei
negozi.
“Benedetto
Mineo” era, per esempio, un inconsapevole precursore dei vari
“tuttouneuro”, “CasaIdea” e“CasaViva”, noto ai Baarioti
come rivenditore di “plastica di buona qualità”.
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| Io ai tempi del Non-Voglio asilo |
