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lunedì 2 aprile 2012

Marjane e l'Integrità

Quasi per gemmazione Adrienne Rich e la sua “Integrità”, la poesia postata qualche giorno fa, mi hanno portata a pensare ad un'altra appassionata narratrice/ricercatrice di Integrità, Marjane Satrapi.

Questo frammento del suo Persepolis, mi pare prezioso:


Integro vuol dire intero, non diviso, non leso. Chi è integra è pura.
Pura: aggettivo pericoloso e spesso mistificato, credo. 
Troppo spesso inteso come sinonimo di semplicità granitica, tutta d'un pezzo, resistente alle ibridazioni.

Non è questa l'Integrità in cui voglio credere. Sa di integralismo e, come molti altri  -ismi.. puzza.

L'integrità ha a che fare con la complessità e con la possibilità di integrare le diverse parti di sé, senza estromissioni e rigetti.
E' molto più che coerenza. In fondo la coerenza è aderenza.
Mi sembra che l'Integrità, invece, abbia a che fare con la disponibilità a contaminarsi e rinnovarsi, rimanendo fedeli a se stesse anche quando questo vuol dire essere fedeli al bisogno di cambiare e fare la fatica di intrecciare il vecchio e il nuovo, senza scorciatoie.

giovedì 29 marzo 2012

Adrienne e l'Integrità


Oggi ci lascia Adrienne Rich.
Un inno all'Integrità per ricordarla.
Alcuni frammenti di una sua splendida poesia per trattenere la sua "selvaggia pazienza" e lasciare che ci contagi.

Integrità
Adrienne Rich


Una pazienza selvaggia mi ha portato fin qui
come se avessi dovuto portare a riva
una barca con un affannoso motore fuoribordo
vecchi maglioni, reti, libri macchiati dal nebulizzatore buttati nella prua.
Una specie di sole mi brucia le scapole.
Pervade gli scalmi. Emana calore da una parte all'altra.
Ci si possono ustionare le braccia, lambite dal dolore
al sole offuscato come rabbia non detta
dietro una nebbia fortuita.
(...)
Nulla permane nel regno della pura necessità
eccetto quanto le mie mani possono portare.
Nulla eccetto il mio stesso io?
I miei io.
Dopo tanto tempo, questa risposta.
Come se avessi sempre saputo
conduco la barca a riposo, semplicemente.
Il motore si spegne sui ciottoli
le cicale che riprendono il loro canto
fatto cadere nel silenzio.
Rabbia e tenerezza: i miei io.
E ora posso credere che essi respirino in me
come angeli, non come polarità.
Rabbia e tenerezza: il genio del ragno
per filare e tessere in un unico gesto
dal proprio corpo, ovunque
persino da una ragnatela rotta.


"Due donne che corrono sulla spiaggia" Pablo Picasso, 1922.